Qual è l’intento che muove la tua scelta?
Quante volte ti sei chiesta che cosa scegliere?
Se accettare o rifiutare una proposta. Se restare o andare via. Se parlare oppure rimanere in silenzio. Se continuare lungo una strada conosciuta o avere il coraggio di cambiare direzione.
Siamo abituati a pensare alle scelte come a un bivio. Da una parte c’è un’opzione, dall’altra un’altra possibilità. Sì o no. Restare o partire. Continuare o lasciare andare.
Eppure, spesso, la domanda più importante non è “Che cosa scelgo?”
La domanda più importante è:
Qual è l’intento che muove la mia scelta?
Perché prima ancora di osservare ciò che stiamo scegliendo, potremmo fermarci a osservare da quale luogo interiore nasce quella scelta.
Ed è proprio qui che può iniziare un percorso di vera consapevolezza.
Non è solo la scelta a parlare di te
Ogni scelta racconta qualcosa di noi.
Ma non sempre racconta ciò che pensiamo.
A volte diciamo di voler cambiare, ma in realtà stiamo cercando soltanto di fuggire da una situazione che ci fa paura. Altre volte scegliamo di restare, non perché desideriamo davvero rimanere, ma perché abbiamo paura di ciò che potrebbe accadere se ce ne andassimo.
Possiamo dire sì perché desideriamo aiutare qualcuno. Oppure perché temiamo di deluderlo. Possiamo restare in una relazione per amore, oppure per paura di rimanere sole. Possiamo continuare a lavorare duramente perché stiamo costruendo qualcosa che desideriamo profondamente, oppure perché sentiamo di dover dimostrare continuamente il nostro valore.
La scelta esterna può sembrare la stessa.
Ma l’intento che la muove può essere completamente diverso.
Ed è proprio questo che spesso non vediamo.
Guardiamo ciò che facciamo, ma non sempre ci chiediamo perché lo stiamo facendo davvero.
Prima di chiederti cosa scegliere, chiediti da dove stai scegliendo
Quando ti trovi davanti a una decisione, la mente cerca immediatamente una risposta.
“Che cosa devo fare?” “Qual è la scelta giusta?” “E se sbagliassi?”
Cerchiamo certezze. Cerchiamo garanzie. Vorremmo sapere in anticipo quale sarà il risultato della nostra scelta.
Ma la vita raramente ci offre questo tipo di sicurezza.
Per questo, forse, la domanda può cambiare.
Invece di chiederti soltanto “Che cosa devo fare?”, potresti iniziare a chiederti:
“Da dove sto scegliendo?”
Sto scegliendo dalla paura?
Dal senso di colpa?
Dal bisogno di essere accettata?
Dal desiderio di dimostrare qualcosa?
Dal bisogno di sentirmi al sicuro?
Oppure sto scegliendo da una parte più autentica di me?
Non sempre la risposta sarà immediata. E non è necessario che lo sia.
La consapevolezza non consiste nell'avere sempre una risposta pronta. Consiste nel creare uno spazio dentro di noi abbastanza ampio da poter ascoltare ciò che normalmente tendiamo a ignorare.
Le scelte che nascono dalla paura
La paura può essere molto convincente.
A volte si presenta chiaramente. Ti dice che non sei pronta, che non ce la farai, che potresti perdere tutto.
Altre volte, invece, si nasconde dietro pensieri apparentemente razionali.
“Non è il momento.” “Meglio aspettare.” “Almeno questo lo conosco.” “E se poi me ne pento?”
La paura non sempre ti impedisce di scegliere. A volte ti porta semplicemente a scegliere ciò che conosci già, anche quando quel luogo non ti fa più bene. Questo non significa che ogni scelta difficile debba essere necessariamente quella giusta. E non significa nemmeno che la paura debba essere ignorata. La paura può contenere informazioni importanti, tuttavia ascoltare la paura non significa permetterle di decidere sempre per te.
Puoi riconoscerla. Puoi ascoltare ciò che sta cercando di proteggere. Puoi comprendere da dove arriva.
E poi puoi chiederti:
“Questa scelta nasce davvero da ciò che desidero oppure da ciò che temo?”
A volte, già questa domanda è sufficiente per creare un nuovo spazio di libertà.
Foto di Sophie Janotta da Pixabay
Quando scegli per sentirti vista
Esiste anche un altro intento molto sottile che può muovere le nostre scelte: il bisogno di essere viste, apprezzate, riconosciute, scelte.
A volte facciamo qualcosa che appare generoso, amorevole o responsabile, ma dentro di noi stiamo aspettando una conferma, un grazie, un riconoscimento, una prova del nostro valore.
E quando quella conferma non arriva, ci sentiamo deluse, svuotate o arrabbiate.
Questo non significa che ci sia qualcosa di sbagliato nel desiderare reciprocità. È naturale desiderare di essere amate e riconosciute.
La domanda, però, può essere un'altra:
“Che cosa speravo davvero di ricevere attraverso questa scelta?”
Forse speravi che qualcuno si accorgesse di te. Forse desideravi essere finalmente scelta. Forse speravi che qualcuno comprendesse quanto stavi dando.
Quando iniziamo a riconoscere ciò che ci muove, smettiamo lentamente di vivere le nostre azioni come qualcosa di completamente automatico e possiamo iniziare a scegliere con maggiore verità.
Le nostre scelte possono essere influenzate dalle ferite del passato
Molte delle nostre scelte nascono da ciò che abbiamo vissuto, da ciò che abbiamo imparato. Da ciò che, in passato, abbiamo dovuto fare per sentirci amate o al sicuro.
Una persona che ha imparato a non disturbare può diventare un'adulta che tace anche quando avrebbe bisogno di parlare.
Una persona che ha imparato a prendersi cura degli altri può arrivare a mettere continuamente se stessa al secondo posto.
Una persona che ha vissuto il rifiuto può cercare inconsapevolmente relazioni nelle quali deve continuamente dimostrare il proprio valore.
Non perché lo desideri consapevolmente, ma perché ciò che è familiare può sembrare più sicuro di ciò che è nuovo. Ed è per questo che, davanti a una scelta che continua a ripetersi nella nostra vita, può essere importante fermarsi e domandarsi:
“Questa scelta appartiene davvero a chi sono oggi oppure sto ancora reagendo a qualcosa che ho vissuto in passato?”
Non si tratta di giudicarsi. Non si tratta di accusarsi per le proprie scelte.
Si tratta di iniziare ad ascoltare con maggiore profondità, perché anche le parti di noi che scelgono dalla paura hanno spesso bisogno di essere comprese, non combattute.
La presenza ti aiuta a riconoscere ciò che ti muove
Quando siamo completamente immerse nei pensieri, nelle paure e nelle proiezioni sul futuro, può diventare difficile sentire ciò che accade davvero dentro di noi. La mente immagina scenari, prevede conseguenze, ripete esperienze passate e cerca di controllare ciò che ancora non è accaduto.
E mentre cerchiamo di trovare la risposta perfetta, possiamo perdere il contatto con ciò che sentiamo nel momento presente.
Tornare al qui e ora diventa un atto di consapevolezza.
Quando ti fermi, puoi iniziare ad ascoltarti. Puoi accorgerti della tensione, dell'apertura, della contrazione. Puoi osservare ciò che accade dentro di te senza doverlo immediatamente trasformare in una decisione.
Per questo, imparare a tornare nel presente può aiutarti anche a riconoscere meglio l'intento che muove le tue scelte. Puoi approfondire questo tema nell'articolo [Vivere nel presente: come tornare nel qui e ora e liberarsi dal rumore dei pensieri], dove esploro il rapporto tra presenza, pensieri e consapevolezza.
Le tue scelte possono diventare uno specchio
Ogni scelta può mostrarti qualcosa.
Una reazione può rivelarti una ferita, una relazione può mostrarti un bisogno, una situazione può portare alla luce una parte di te che non avevi ancora riconosciuto.
In questo senso, anche il modo in cui scegli può diventare uno specchio.
Puoi chiederti:
“Che cosa sto cercando di ottenere?”
E subito dopo:
“Che cosa sto cercando di evitare?”
A volte è proprio ciò che cerchiamo di evitare a rivelare l'intento più profondo della nostra scelta.
Forse stai cercando di evitare il rifiuto, la solitudine, il fallimento, il giudizio, la perdita.
Oppure stai cercando di proteggerti da una sofferenza che hai già conosciuto.
Guardare tutto questo non significa che devi cambiare immediatamente ogni tua scelta.
A volte il primo passo è semplicemente vedere…Vedere senza giudicare.
Perché ciò che diventa consapevole può, lentamente, trasformarsi.
Non devi trovare sempre la scelta perfetta
Forse uno dei condizionamenti più grandi è la ricerca della scelta perfetta.
Quella che non farà soffrire nessuno, quella che garantirà il risultato migliore, quella che impedirà ogni errore.
Ma una scelta consapevole non è necessariamente una scelta che conduce al risultato che avevi immaginato.
Puoi scegliere con consapevolezza e poi cambiare idea.
Puoi scegliere ascoltando te stessa e scoprire, lungo il cammino, che una strada non è più quella giusta per te.
Puoi scegliere con amore e attraversare comunque momenti difficili.
La consapevolezza non ti promette una vita senza errori.
Ti offre qualcosa di diverso: la possibilità di smettere di vivere completamente in automatico. E forse è proprio questa una delle forme più profonde di libertà.
Da dove stai scegliendo?
Immagina due persone che compiono la stessa scelta.
Entrambe decidono di lasciare un lavoro.
La prima lo fa perché è terrorizzata. Non riesce più a sostenere ciò che sta vivendo e vuole soltanto scappare.
La seconda arriva alla stessa decisione dopo essersi ascoltata profondamente. Sente che quel percorso non è più in armonia con ciò che è diventata.
La scelta esterna è la stessa.
Ma l'esperienza interiore è completamente diversa. Questo è il motivo per cui non è sufficiente osservare soltanto ciò che facciamo.
Dobbiamo anche osservare da dove lo facciamo.
Puoi dire no da una ferita oppure puoi dire no da un confine sano.
Puoi dire sì per paura di perdere qualcuno oppure puoi dire sì perché senti davvero di volerlo.
Puoi lasciare qualcosa perché stai scappando oppure perché sei pronta ad andare avanti.
La differenza non è sempre visibile agli occhi degli altri.
Ma dentro di te,puoi sentirla.
Fermati e ascolta l'intento che muove la tua scelta
La prossima volta che ti troverai davanti a una decisione, prova a non cercare immediatamente la risposta.
Fermati, respira e osserva ciò che accade dentro di te.
E chiediti:
“Che cosa sto scegliendo?”
Poi vai più in profondità.
“Perché lo sto scegliendo?”
E ancora:
“Che cosa sto cercando di ottenere?”
“Che cosa sto cercando di evitare?”
“Se nessuno potesse giudicarmi, sceglierei ancora la stessa cosa?”
“Questa scelta mi avvicina o mi allontana da me stessa?”
Non cercare di dare la risposta che pensi sia quella giusta.
Cerca la risposta vera.
Anche se non è quella che vorresti trovare. Anche se ti mostra una paura o un bisogno o una ferita o un desiderio di essere vista.
Oppure una parte di te che, finalmente, sta imparando a scegliere se stessa.